Proteggere il Suolo, Custodire il Futuro: giovani, apicoltori e territori in dialogo a Foligno
Dal 22 al 23 novembre, la città di Foligno ha ospitato l’XI Forum degli Apicoltori del Mediterraneo, trasformando Palazzo Trinci in un luogo di confronto internazionale dedicato alla sostenibilità, ai cambiamenti climatici e alla cooperazione tra i Paesi del bacino mediterraneo. Organizzato dal Comune di Foligno, da FedApimed, APAU e FELCOS Umbria, con il supporto di Naturalmiele e della Regione Umbria, il Forum si conferma uno degli appuntamenti più qualificanti di Mielinumbria e un osservatorio privilegiato sui cambiamenti che attraversano l’apicoltura e i territori rurali.
In questo contesto, Rural Voices 2030, progetto europeo finanziato dal programma DEAR dell’Unione Europea di cui il Comune di Foligno è partner, ha partecipato con uno stand informativo e interattivo dedicato al tema “Proteggere il Suolo, Custodire il Futuro”, proponendo uno spazio di sensibilizzazione rivolto a giovani, apicoltori e cittadini. Al centro dello stand, il quiz interattivo su suolo, biodiversità e comunità rurali, realizzato in italiano e inglese, ha invitato visitatori e delegazioni a riflettere sul valore del suolo e sui legami profondi tra api, territorio e vita delle comunità. Tra gli interventi più attesi figuravano quelli dell’Ambasciatore della Repubblica di Slovenia, S.E. Matjaz Longar, dell’Assessora regionale all’Agricoltura, Simona Meloni, e dell’Assessore regionale alla Cooperazione internazionale, Fabio Barcaioli, che hanno sottolineato il ruolo strategico dell’apicoltura per la tutela della biodiversità e per l’economia rurale.
Voci dal questionario
Voci dal questionario: quando il suolo diventa narrazione collettiva
Le risposte al quiz hanno composto un piccolo coro di immagini e intuizioni. Qualcuno ha descritto il suolo come “un archivio silenzioso che conserva tutto ciò che facciamo”, mentre un altro ha ricordato che “senza suolo non esiste futuro: è da lì che la vita riparte ogni volta”.
Un giovane ha immaginato la terra come “una pagina che non smette mai di essere scritta”, e un’apicoltrice l’ha chiamata “il primo alveare, un mondo invisibile che nutre tutto il resto”. In molti hanno richiamato il tema della responsabilità: “Il suolo non è lontano da noi: è un bene comune che respira con noi”.
Una ragazza ha osservato che “proteggerlo significa smettere di trattarlo come se fosse infinito”, mentre altri hanno evocato la dimensione intergenerazionale: “Il suolo è un patto: lo riceviamo in eredità e lo restituiamo trasformato”.
E c’è chi ha colto l’intreccio profondo tra api, terra e comunità: “Se curiamo il suolo, le api ci ringraziano. E quando stanno bene loro, stiamo bene tutti”.
Una frase, più di tutte, ha raccolto il senso dell’iniziativa:
“La terra non è solo terra: è memoria, cura e possibilità.”
Molto significativa la partecipazione delle giovanissime rappresentanti palestinesi di Gerico, provenienti dalla Cooperativa Al-Awja per lo sviluppo rurale, che hanno portato al Forum la testimonianza di una tradizione apistica antica e resiliente, radicata in quella che storicamente è conosciuta come “la terra del latte e del miele”. Le loro parole hanno intrecciato suolo, identità e resistenza, evidenziando il ruolo delle giovani generazioni nella salvaguardia dei saperi rurali e nella ricostruzione dei territori. E poi dolcezza, eleganza e cura si sono intrecciate nel lavoro delle studentesse e degli studenti della Casa del Ragazzo, CNOS FAP di Foligno, rendendo la giornata un punto di incontro tra educazione, sostenibilità e tradizione gastronomica.
Suolo, api e futuro: un’unica trama
La partecipazione di Rural Voices 2030 al Forum ha confermato l’importanza di costruire spazi di ascolto e coinvolgimento intergenerazionale, dove la tutela del suolo, l’apicoltura e la sostenibilità non siano temi separati, ma parti di un’unica trama che riguarda il futuro delle comunità.
