E' stata appena restaurata un’antica copia della Madonna di Raffaello di Foligno: si tratta della “Madonna con il Bambino in gloria con i santi Domenico di Sora, Feliciano vescovo e il beato Pietro Crisci” dipinta da un anonimo alla fine del XVI o inizio del XVII secolo, che era conservata in un deposito di Palazzo Trinci.
L'intervento di restauro, finanziato dal Rotary Club di Foligno, sarà presentato venerdì 26 giugno nella Corte di Palazzo Trinci.
La pala d’altare è un’opera d’arte straordinaria per la storia della città, individuata dal Rotary Club alla fine del 2018. Il lungo iter di analisi, autorizzazione e affidamento del restauro è stato completato a giugno 2019 con il coordinamento operato dall'area Cultura del Comune di Foligno in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell'Umbria.

La tela era in pessime condizioni, in quanto la pellicola pittorica aveva perso coesione e adesione al supporto; ampie parti di colore erano cadute con un reticolo diffuso di tela a vista e quindi con perdita di leggibilità della composizione; inoltre una patina era presente su tutta la superficie. Il restauro, eseguito dalla COO.BE.C Cooperativa beni Culturali, ha salvato l’opera dal completo degrado, con un intervento che ne ha messo in luce l'alta qualità tecnica e artistica.

La pala d’altare, dipinta ad olio su tela, è un’ulteriore testimonianza dell’enorme fortuna iconografica che ebbe la Madonna di Foligno di Raffaello, a partire dalla copia che aveva realizzato il Cavalier d’Arpino su commissione di Bartolomeo e di Giovan Maria Roscioli (oggi esposta al Museo Diocesano), quando ancora l’originale raffaellesco si trovava nel Monastero di Sant’Anna.

La presenza dei santi protettori della città – come si legge nel Catalogo Regionale dei Beni Culturali dell’Umbria, Museo della città di Palazzo Trinci di Foligno - Domenico di Sora, S.Feliciano e il Beato Pietro Crisci, che invocano la protezione della Vergine sulla città di Foligno, di cui si intravede uno scorcio sulla sinistra dell’opera, fanno supporre che sia un’immagine devozionale canonica, forse un ex voto.”


24 giugno 2020