Nella Valle del Menotre, a 18 km da Foligno, un borgo ricco di acqua è diventato talmente celebre da accogliere migliaia di turisti nella bella stagione e in occasione del suo Presepe vivente.

Rasiglia, in questo periodo di quarantena dovuta all'emergenza sanitaria in corso, è tornata ad essere un'oasi di pace tra le montagne, dominata dal rumore dell'acqua che scorre tra le case.
Ma il borgo grazie alle sue acque è stato anche un importante centro artigianale, che già nel 1100 contava numerose concerie e mulini, e ancora all'inizio del Novecento ospitava quattro mulini a grano, 3 centraline idroelettriche e due famiglie di tintori e lanaioli, i Tonti e gli Accorimboni.

L’origine del piccolo borgo è da ricondurre alla sorgente Capovena, che nasce proprio a monte dell’abitato. Poco sopra ci sono i resti della Castellina e del Castro dei Trinci, i signori di Foligno che dominavano la zona nel Trecento.
I custodi del paese sono gli stessi abitanti, riuniti dal 2008 nell'associazione "Rasiglia e le sue sorgenti", che conta oltre 200 soci ed è presieduta da Umbero Nazareno Tonti, membro di una famiglia che ha abitato a Rasiglia fin dal Cinquecento. Dopo aver creato il Presepe vivente, che documenta fedelmente gli antichi mestieri, e la manifestazione culturale Penelope, dedicata al ciclo completo della tessitura, l'obiettivo dell'associazione è quello di rimettere i moto le gualchiere, le centrifughe, i telai, per mostrare ai visitatori e agli alunni delle scuole il funzionamento di questi macchinari che erano mossi dalla forza dell'acqua, e che facevano di Rasiglia un fiorente polo produttivo.


Foto tratta dal sito web rasigliaelesuesorgenti.com

11 maggio 2020