“RAFFAELLO E LA MADONNA DI FOLIGNO. LA FORTUNA DI UN MODELLO”




IN OCCASIONE DELLA MOSTRA DEDICATA A RAFFAELLO E ALLA MADONNA DI FOLIGNO, PALAZZO TRINCI OSPITA UNA SERIE DI APPUNTAMENTI ED EVENTI COLLEGATI ALL'ESPOSIZIONE. 



“Il committente e il monastero. La Madonna di Raffaello a Foligno”

Si comincia giovedì 17 settembre alle 17.30 con “Il committente e il monastero. La Madonna di Raffaello a Foligno”, con la studiosa Lucia Bertoglio, esperta delle vicende legate all'opera di Raffaello e alla committenza della Madonna di Foligno, e Suor Clotilde Filannino del monastero di Sant'Anna, il luogo dove l'opera è stata conservata per due secoli.


Ingresso libero su prenotazione - obbligatoria la mascherina, sulla base della recente ordinanza del ministero della salute - telefonando al numero 0742/330584 (dal martedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19) oppure via mail palazzotrinci@gmail.com.



MOSTRA DEDICATA A RAFFAELLO E ALLA MADONNA DI FOLIGNO

Nel quinto centenario dalla morte di Raffaello, nel quadro delle numerose iniziative che in tutta Italia stanno celebrando il maestro del Rinascimento, e nel ricco calendario di manifestazioni che la Regione ha promosso con il titolo “Raffaello in Umbria”, si apre il 24 settembre a Foligno la mostra “Raffaello e la Madonna di Foligno. La fortuna di un modello”.

La mostra è incentrata sulle riproduzioni pregevoli della Madonna di Foligno, attraverso un’esposizione di opere a confronto, e sulle vicende storico artistiche legate al compimento dell’opera: la quantità e la qualità di dipinti ispirati alla tela di Raffaello testimonia la straordinaria fortuna che ebbe il dipinto, quando, nel corso dei due secoli trascorsi nel monastero di S.Anna, fu replicato in vari formati e tipologie artistiche dai tanti pittori e viaggiatori che ebbero modo di ammirarla a Foligno.
La mostra, a cura di David Lucidi, Francesco Federico Mancini e Marta Onali, sarà aperta al pubblico dal 24 settembre 2020 al 24 gennaio 2021 e si svilupperà su tre sedi espositive:
 Palazzo Trinci, salone di Sisto IV - Sede principale dell’evento con un’esposizione di dipinti e stampe dal XVI al XIX secolo attestanti la fortuna della Madonna di Foligno in Umbria e una sala multimediale per un percorso immersivo nelle opere di Raffaello.
Archivio di Stato di Foligno - esposizione documentaria dedicata alla figura di Sigismondo de’ Comitibus, committente della Madonna di Foligno.
Monastero di Sant’Anna - sezione dedicata alla figura di suor Anna de’ Comitibus e alle vicende conservative del dipinto di Raffaello fino al 1797.
L’esposizione  sarà animata da una ampia serie di attività collaterali come visite guidate nei luoghi legati all’artista, laboratori didattici, conferenze, attività teatrali e musicali durante tutta la durata dell’evento.
Dal punto di vista tecnico e organizzativo l’esposizione è organizzata dall’Area Cultura del Comune di Foligno e promossa dall’assessorato alla Cultura.

LA STORIA DELLA MADONNA DI FOLIGNO

L’opera, eseguita tra il 1511 e il 1512, fu commissionata a Roma dal folignate Sigismondo de’ Comitibus, al tempo segretario di Papa Giulio II, e rimase nella Basilica di Santa Maria in Aracoeli almeno fino al 1565. In quell’anno suor Anna de’ Comitibus, nipote di Sigismondo e badessa del monastero di Sant’Anna, la riportò a Foligno, dove rimase esposta per oltre due secoli sull’altare maggiore della chiesa. Qui fu ammirata da artisti, celebrata nelle pagine di viaggiatori e richiesta dai membri di alcune tra le più influenti casate italiane ed internazionali che più volte manifestarono l’intenzione di entrarne in possesso. La fama accumulata nel corso dei decenni dall’opera di Raffaello e le sue indubbie qualità pittoriche fecero si che nel febbraio del 1797 venisse requisita dai francesi per incrementare le raccolte d’arte del Musée du Louvre a Parigi. Il dipinto fece ritorno in Italia nel 1816, all’indomani del Congresso di Vienna, entrando a far parte delle raccolte dei Musei Vaticani con l’appellativo con cui ancora oggi è noto: la Madonna di Foligno.

Il dipinto di Raffaello, forte della straordinaria fama raccolta in due secoli trascorsi all’interno del monastero di Sant’Anna, divenne il modello di riferimento per la produzione locale di grandi pale d’altare destinate ad importanti centri di culto e il prototipo per numerose repliche in vari formati e in differenti tipologie artistiche. La notorietà tramandata dalle fonti antiche e dalla penna di artisti e viaggiatori che ebbero modo di ammirarla a Foligno, a Parigi e in seguito a Roma, favorì anche una produzione consistente di incisioni e stampe decretandone il costante apprezzamento fino ai nostri giorni.





9 settembre 2020