Nel territorio montano di Foligno scorre il fiume Menotre, che attraversa una vallata stretta con  forti dislivelli e salti di quota.

Dalla località Molini, dove nasce, si dirige verso Rasiglia,  aumenta la sua vivacità e la sua forza, grazie anche all’apporto della sorgente di Capo Vena, per poi continuare il suo corso verso valle attraversando Serrone, Casenove, Leggiana, Scopoli, Ponte S.Lucia e Pale. Qui con un salto di circa 150 m raggiunge Belfiore, e arriva a Vescia dove confluisce nel Topino.

Le particolarità ambientali di questa valle e la ricchezza di acque hanno suscitato da sempre l’interesse dell’uomo che iniziò a sfruttare la forza idrica per azionare i macchinari.

Sin dalla prima metà del sec. XIII la valle del Menotre diventa centro di attività manifatturiera sotto l’impulso dei monaci benedettini dell’abbazia di Santa Croce di Sassovivo, come attestano documenti monastici del periodo  che testimoniano la presenza di valchiere di proprietà dello stesso monastero.


Inizialmente i macchinari dovevano essere utilizzati per la lavorazione dei  panni e della lana, poi in una seconda fase avvenne la conversione in opifici da carta delle preesistenti gualchiere.

L’esistenza di cartiere nel territorio di Foligno è documentata per la prima volta in un atto notarile del 1371 che parla di una risoluzione di un contratto di affitto di alcune gualchiere da carta situate a Pale, stipulato circa un trentennio prima tra i monaci di Sassovivo ed un certo Vagnolo di Iolo Passari, la cui decorrenza non precisata viene verosimilmente collocata intorno al 1340.

Nel secolo successivo altri documenti attestano sempre più la presenza e la diffusione delle cartiere nella zona, e testimoniano il passaggio in mano ai Trinci, signori della città, della gestione delle gualchiere da carta.

Il 13 agosto 1429 con un atto stipulato nella camera delle Rose di palazzo Trinci,  Corrado, signore di Foligno, vende a tre cittadini folignati alcune case di sua proprietà con annesse gualchiere da carta situate a Pale.

In una rappresentazione grafica esposta al museo della stampa di Foligno, nella sezione dedicata alla produzione della carta,  sono ben rappresentati i nomi dei cartai e delle cartiere dal XIV secolo fino ad oggi.

La presenza della materia prima, la carta, produce effetti determinanti per lo sviluppo dell’arte tipografica a Foligno, così come lo sviluppo della stampa negli anni ottanta del XV secolo determinerà un’evoluzione della produzione cartaria in questo territorio.

Nel seicento tutti gli impianti risultano localizzati lungo la valle del Menotre. Secondo lo storico Jacobilli nel sec. XVII si contavano ben 12 cartiere distribuite tra Pale, Belfiore e Carpineto e 13 valchiere per la lavorazione dei panni tra Vescia, Belfiore, Rasiglia e Casenove.

Con il sopraggiungere dell’energia elettrica e con la modernizzazione le cartiere sono andate sempre più scemando fino a scomparire.

Oggi la valle ha perso il suo significato produttivo, ma conserva ancora quelle qualità ambientali e culturali che la rendono un’area di grande fascino e di importanza storica. Le opere idrauliche di canalizzazione e di presa e gli ingranaggi ancora visibili negli edifici ridotti in parte in rovina, mettono in evidenza un uso delle acque complesso e ingegnoso, che fanno della valle un esempio interessante di archeologia industriale.


Eremo di Santa Maria Giacobbe a Pale



Cartiera della rupe o Innamorati a Pale



28 aprile 2020