disegno di Edmond Du Sommerard, 1840


Piazza della Repubblica come appare oggi (foto Wikimedia)

Un disegno di Edmond Du Sommerard (pittore, disegnatore e archeologo francese dell’ottocento), ci offre un’accurata immagine di un angolo della piazza principale di Foligno al 1840, e ci consente di ricostruire come era la facciata di palazzo Trinci prima del rifacimento ottocentesco in stile neoclassico ad opera degli architetti Odoardo Poggi, Sigismondo Ferretti, Vincenzo Vitali.

L’opera realizzata a matita su carta di dimensioni h 25,7x40,5 cm, firmata e datata in basso “Foligno - Place - 1840  Sommerard”, è esposta nelle sale interne del museo di palazzo Trinci.

Vi è raffigurata una parte dell’attuale Piazza della Repubblica, corrispondente al lato in cui palazzo Trinci si unisce alla Cattedrale attraverso il ponte sospeso su via XX settembre.

E’ ben visibile la facciata minore della Cattedrale come si presentava in seguito all’intervento di ristrutturazione degli architetti Luigi Vanvitelli e Giuseppe Piermarini, e una parte della facciata di Palazzo Trinci dove è ancora evidente e leggibile il disegno architettonico originale, con le aperture delle botteghe affacciate sulla piazza al piano terreno e i grandi arconi a tutto sesto che caratterizzavano il primo livello.

Sono riconoscibili le tipologie edilizie medievali, il casalino e la casa torre, dalla cui complessa operazione di accorpamento e trasformazione ha origine il palazzo signorile.

Le aperture tamponate assieme ad altre bucature presenti in facciata disposte in modo irregolare e con diverse dimensioni, testimoniano le varie trasformazioni subite dall'edificio conseguentemente alla caduta della signoria come anche la destinazione carceraria che quell’ala del palazzo conserverà fino al 1944.

Al secondo livello, corrispondente al piano nobile, sono perfettamente leggibili due archi più piccoli a tutto sesto in corrispondenza del vano compreso tra la Sala delle Arti liberali e dei Pianeti e la Sala degli Imperatori, presumibilmente una loggia aperta sulla piazza.

La presenza di ampie aperture e di un loggiato contribuisce a dare l’aspetto del palazzo più che della fortezza, una residenza signorile aperta alla vita cittadina.

L’immagine complessiva è estremamente interessante perché se negli spazi interni il prezioso ciclo di affreschi quattrocenteschi del piano nobile celebra la grandezza e i fasti della famiglia Trinci, all’esterno il complesso edilizio segue lo schema delle abitazioni preesistenti, inserendosi su una città già formata ed integrandosi perfettamente nella trama urbana.



30 aprile 2020