I “fulignata”, i celebri confetti di Foligno, venivano confezionati dagli speziali già prima del Quattrocento.
Per raccontare questa breve storia di un nostro grande prodotto ci aiuta Bernardino Lattanzi con un esauriente saggio pubblicato sul Bollettino Storico della Città di Foligno.
Dopo i disordini del 1431, l’Umbria passa sotto l’autorità del cardinale Giordano Orsini per volontà del Papa Eugenio IV. I festeggiamenti per la pace ritrovata furono caratterizzati anche dai confetti, i fulignata acquistati a peso d’oro, è proprio il caso di dirlo, ad un prezzo di 30 soldi la libra, pari a 2,6 grammi del metallo più nobile.
Negli anni a seguire, i fulignata saltavano fuori in ogni grande occasione, dai trattati di pace fino ai doni di matrimonio passando anche per qualche incoronazione. Anche a Oddo di Carlo Baglioni, signore di Perugia,  alla moglie Ringarda e al figlio Giulio Cesare Varano, signore di Camerino, “li fu fatta la colazione di confettura” da parte del Comune di Foligno.
I fulignata, stando almeno alla descrizione del Bragazzi erano molto piccoli “la fabbricazione dei confetti e segnatamente dei confetti minuti è un’antica prerogativa de’ Fulignati”.
Quest’arte è sancita nello statuto degli Speziali del 1502 dove solo chi fosse “jurato a l’arte” poteva fabbricare confetti. Un prodotto prezioso che in quegli anni veniva donato anche ai cardinali protettori della città in occasione delle festività natalizie.
Foligno, così, mantenne il primato dei confetti fino alla metà dell’Ottocento. I fulignata, che avevano fatto conoscere Foligno in tutta Europa, diventarono “anisini” e poi, a causa della mancanza di apprendisti questa attività entrò in crisi e lasciò spazio a Sulmona, famosa ancora oggi per i suoi confetti.
Uno degli ultimi confettieri di Foligno fu Ulisse Malvaioli con la sua piccola fabbrica in piazza San Francesco e l’ultimo fu forse Tommaso Muzzi con la sua produzione fino ai primi anni del Novecento, ripresa poi dagli eredi che li confezionano ancora oggi.
Bei tempi quando nel listino dei maestri confettieri napoletani si leggeva: “Confetti uso Foligno”.


9 aprile 2020