Una preziosa opera conservata nella Pinacotaca a Palazzo Trinci ritrae la città di Foligno nel Seicento. Ascensidonio Spacca (1557 ca – 1646) in una tela di 42x120 cm raffigura una veduta prospettica di Foligno così come doveva apparire nel XVII secolo dal versante meridionale, racchiusa in una poderosa cinta muraria posta a separazione del centro abitato dalla campagna.


La veduta seicentesca dello Spacca, detto il Fantino, è una delle rappresentazioni di Foligno realizzate in dipinti dai vari artisti attivi in Umbria nei diversi periodi storici, che disegnano la città mettendo in risalto le sue caratteristiche principali.

E’ ben evidente il profilo delle mura che racchiude l’abitato con le torri, i campanili e  le sagome degli edifici religiosi più importanti che risaltano dal tessuto urbano.
In primo piano, al centro della tela,  compare Porta Romana con i due torrioni circolari.  A partire da sinistra si notano i campanili di Santa Maria Infraportas, di San Domenico, di San Niccolò e di San Francesco, il palazzo comunale, il campanile e la cupola di San Feliciano, i campanili di Sant’Agostino e di San Giacomo.
Al di fuori delle mura si notano i filari degli alberi e il disegno dei campi coltivati, i viali che conducono alle porte di accesso delle mura medievali.

Al centro dell’edificato emerge la cupola della cattedrale circondata da monumenti ed edifici minori, racchiusi entro le mura.

Le mappe che seguono di epoca più tarda ci mostrano ancora una città come quella rappresentata in quest’opera, racchiusa all’interno della cerchia di mura, ben distinta dalla campagna circostante, immersa in un paesaggio agrario e coltivato.
Un’immagine questa che si conserverà fino alla seconda metà dell’ottocento, quando la città si arricchirà di nuovi simboli oltre la cinta muraria: la ferrovia che arriva a Foligno nel 1866; la stazione la cui costruzione risale al 1867; la caserma verrà costruita subito fuori Porta Romana nel 1871.
Seguiranno tutte le altre strutture produttive generatrici dell’opera di urbanizzazione della periferia che cambierà l’immagine della città.



14 aprile 2020